mercoledì 15 agosto 2007

SUL MORIRE E SUL RINASCERE

Ho ritrovato un interessante scambio di e-mail che mi sembrava bello pubblicare. Ho scelto Kharonte per farlo, perché pare che di questi tempi il demonaccio sia un po' incerto sul da farsi. Magari potrebbe essere l'inizio di una nuova rubrica...

willo

Solo qualche minuto, mentre le dita scivolano via liquide.

Inutile dire che mi mancano le retoriche deliranti da blog, ma è giusto appropinquarsi (ma esiste questa parola???) verso una nuova stagione, verso nuovi esperimenti di intesa.
Un amico è morto. Viva quell’amico!!!
Che significa tutto ciò?
Che se quell’amico è davvero morto, presto rinascerà, e sarà più bello di prima. E' così, ormai mi sono convinto.
La nostra non è una semplice vita, segmento di retta di uno scorrere del tempo. Noi viviamo diverse vite, e spesso moriamo per poi rinascere. Vedi Walter.
Anch'io sono morto e risorto più di una volta. A volte credo di averci preso il vizio.

Ma forse è questo l'unico grande insegnamento del nostro mitico ( e dico mitico perché mi va di prenderlo per il culo !!!!:))) cristianesimo. La RESURREZIONE.

Walter è un grande.
Lunedì passa da me e discutiamo sul blog (gliel'ho dato in file e se l'è studiato ben bene. Mi ha detto che appena ci vediamo ne parliamo)
Forse siamo noi i Narrow Minded!!!!!
Non l'abbiamo mai accettato per quello che è dopotutto. Abbiamo sempre pensato a lui come un testimone di Geova, e non come semplicemente Walter.....

tommy


Morire e Risorgere: inevitabile.
Ogni altro tentativo di cambiamento non è che una farsa, una ridicola commedia grottesca, che esprime bruttezza e goffaggine...

Morire e Risorgere e risorgere, RISORGERE!

Come Fenici mai stanche di autodistruggerci, come Dioniso prima del Cristo, come il culto del sole insegna da millenni: RISORGERE!
Ma siamo così affezionati alla nostra personalità precedente, al nostro "io" del nostro "ieri", che spesso ci accontentiamo, rallentiamo, e finalmente invecchiamo, senza morire, senza rinascere...

La vuoi chiamare SERENITA'?
Lo vuoi chiamare TRAGUARDO?
Qualsiasi sinonimo userai troverai sempre lo stesso problema: l'incapacità di cambiare è la forma più stressante di prigionia.

Ciò che hai sperimentato, Willo, è la suprema straziante libertà di poter cambiare, di poter vestire i panni di un Willo diverso, di un altro Willo che ti abita e vive per te, e che anche adesso potrebbe essere cambiato.
Doloroso, ma inevitabile: non ami essere schiavo, e questo ti conduce inevitabilmente al distacco, prima o poi ti distaccherai anche da me, è INEVITABILE: è la comprensione delle correnti straordinarie che esistono al mondo a renderci consapevoli e svegli, la cieca accettazione di una legge non è che servitù, che paura, non è che ricerca di sicurezza...

Forse la vera amicizia consiste proprio in questo: ESSERE COSI’ CORAGGIOSI DA LASCIAR MORIRE E RINASCERE I PROPRI AMICI

Non murarli vivi in comportamenti attesi, in aspettative rigide e fisse, e stupirsi al primo cambiamento, come fosse successo il finimondo: AMARE I CAMBIAMENTI, accettare i mutamenti del micro e del macro cosmo, questa è una delle missioni più difficili da superare, nell'arco di una vita intera...
Perché la vita può essere molto lunga, Willo ...infinita e stancante...
Ma come ti scrissi già una volta....

"Solo chi non ha più curiosità negli occhi è vecchio, si è tirato un lenzuolo sul volto, è come morto..."

Sei vivo, Willo: RINASCI! RINASCI!
Più splendente di prima, libero dalle mie rappresentazioni mentali e da come ti hanno sempre visto e continuano a vederti gli altri!
RINASCI!

Anche lontano da me, anche in una nuova forma che possa odiarmi e detestarmi, ma che sia la forma che TI SENTI DI AVERE, qualsiasi essa sia.

Solo tu hai la risposta, Willo, a me, come sai, piacciono molto di più le domande! ;)))

GIUGNO 2006

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