Fu lui a venirmi incontro e a dirmi:
«Ehi tu, portami di là!»
Se ne stava in piedi sul masso più grande della riva, le braccia incrociate e l’espressione imbronciata.
Sembrava impaziente di salpare, come se avesse da sistemare degli affari importanti, laggiù nei gironi ove si pagano i peccati.
Si sistemò in piedi a prua, scrutando assiduamente la sponda opposta.
«La traversata non è molto tranquilla. I flutti dell’Acheronte sono insidiosi; è meglio se si mette a sedere…» gli consigliai io, appena lasciammo la riva.
Lui fece finta di non sentirmi, e continuò a rimanere in piedi.
Ad un tratto si girò e disse:
«Dove sono i draghi? Presumo che stiano dormendo…
Aspettano me…»
«Quali draghi?» risposi io.
«Ma come quali draghi! I miei draghi, ovviamente…» e tornò a guardare davanti, le braccia incrociate e la testa alta.
Successe tutto in un tempo così breve da non poterlo neanche definire. I fiumi sono imprevedibili, anche per gli esperti navigatori come il sottoscritto.
Una corrente improvvisa fece scartare la barca di lato, un movimento troppo brusco per il povero diavolo che se ne stava in piedi a prua.
L’Acheronte se lo ingoiò in un attimo. Poi lo rividi affiorare a un centinaio di braccia dalla barca, e rapidamente già scompariva tra i flutti.
Aveva visto troppo fuoco nella sua vita passata, di conseguenza avrebbe passato l’eternità nelle acque dell’Acheronte, affogando continuamente fino alla fine dei giorni.
Ogni tanto lo rivedo passare; oramai ha un aspetto squamoso, e verdi capelli di alghe rapprese. Rimbalzando sui sassi che affiorano nei pressi delle rapide, segue la corrente che lo tiene prigioniero.
Bellissimo anche questo Willo da vero bello!!
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