lunedì 9 luglio 2007

RIGO

Rigo

Lo guardai e lui mi guardò…
Mi disse:
«Di’ane! Kharonte! Icché tu vvoi?… Va ’iia !»
Era completamente disteso sulla fanghiglia che ricopriva la riva dell’Acheronte. Si puntellava con un gomito mentre stringeva con fare protettivo un boccione di vino bianco da discount.
«Mi spiace ma è arrivato il momento…» dissi io sperando di farmi intendere.
Lui si annaffiò il gargarozzo con un lungo sorso di quella sottospecie di vino, poi si asciugò le labbra con la manica della maglietta. Una maglietta dei Cannibal Corpse.
«Madonna puttana! Andiamo, forza…» e si avviò verso la barca.
Mentre attraversavamo il fiume lui si finì completamente il boccione. Non era ubriaco, o almeno non sembrava molto diverso da prima…
Quando scese dalla barca mi rivolse un cenno e mi domandò:
«Ascorta demonaccio… in dove la trovo quaggiù una casa del popolo per comprare un po’ di vino?»
«Non saprei, davvero…» gli risposi.
«Di’ane, che posto di merda! Ora mi sente vai quell’infame lassù!!!»
E se ne andò bestemmiando verso la sua eterna punizione, la testa alta, il corpo ciondolante, lo sguardo tra il fiero e lo sconvolto.
Un uomo unico, senza dubbio!

Nessun commento:

Posta un commento